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di Giovanni Belfiori
FOLGARIA- Il ‘piano bar’ evoca atmosfere nostalgiche, magari un locale in riviera d’inverno, uno di quei posti un po’ tristi dai vecchi divani usurati, col secchiello d’argento del ghiaccio che porta addosso i segni di un lusso che non c’è più. Ma c’è un piano bar molto particolare, nostalgico sì, ma d’una nostalgia quasi divertente, perché vissuta insieme, una nostalgia che accomuna generazioni diverse, che ti dà non solo la dolcezza per accarezzare il passato, ma soprattutto la forza per sfidare il futuro.
E’ il piano bar di Vittorio Bonetti. Appuntamento fisso della Festa Neve 2010, ogni sera raccoglie, nel Bar del Palaghiaccio, persone d’ogni età che quel ghiaccio paiono scioglierlo con il calore della politica e magari d’un bicchiere di vin brulè o di bombardino. Bonetti canta, canta fino a tarda notte, canta le rosse parole di Guccini, l’ironia di Gaber, la poesia di De Gregori, l’amore di De Andrè, la speranza di Bertoli. Dal pubblico si alzano, gli consegnano un bigliettino con le richieste, secondo la vecchia e bella tradizione dei Nomadi, e lui, il Vittorio delle Feste, non si fa pregare: eccolo che intona Bella Ciao, e poi Sciur Padrun, ecco che ritorna a Lucio Dalla oppure a Paolo Conte o Franco Battiato. E’ una piccola magia che si ripete sempre, qui alla Feste Neve come in ogni altra Festa in cui è invitato questo autentico “animale da palco”, perché Bonetti è straordinario e sa cucire addosso al pubblico passioni ed entusiasmi, e il pubblico lo ama lo segue gli vuol bene, gl’offre un bicchiere di vino, s’alza per cantare in coro o tace per assaporare meglio le emozioni elettrizzano l’aria del bar. Ma Bonetti non è solo bravo: egli è sincero, crede nel suo lavoro, crede nella musica come arma d’amore e di politica, crede nel pubblico che da tutta Italia lo segue con fedeltà sorprendente. Bonetti canta canzoni d’altri, poi ogni tanto ci infila un suo pezzo, perché questo romagnolo verace è anche un bravo cantautore. Il comune amico Sergio Staino mi disse, qualche anno fa, che "la Romagna e Napoli sono gli unici posti dove l’amore per la gente, per la giustizia sociale si sposa, si esprime con la canzone": e per Vittorio è davvero così, lui canta e lotta, canta e ama, canta e ci dice che vivere è un 'mestiere' bellissimo.
Il sito di Vittorio Bonetti
Bonetti su YouTube canta De Andrè
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